VERSO UN FUTURO “AUTONOMO”? – CONSENSUS BUILDING

Visti i commenti ricevuti sinora sul dibattito correlato “Verso un futuro autonomo?”, la Redazione propone una prima bozza di Consensus sulla tematica in esame. Tutti i partecipanti alla Piattaforma sono invitati ad esprimere il proprio apprezzamento o le proprie critiche a quanto proposto, al fine di raggiungere una posizione il più possibile condivisa.

PROPOSTA DI CONSENSUS – 9 FEBBRAIO 2018

La tecnologia della guida autonoma, in sinergia con le visioni di «sharing», potrà fornire vantaggi estremamente rilevanti in termini di riduzione del numero di veicoli e dell’occupazione di suolo pubblico, con un incremento di comfort e di sicurezza stradale.

Il rischio di una eventuale competizione con il Trasporto Pubblico non è dimostrabile e non risulta in ogni caso comparabile rispetto ai vantaggi ottenibili.

Lo sviluppo della Guida Autonoma in Italia deve essere stimolata attraverso la ricerca e la creazione di un framework regolatorio che ne permetta la sperimentazione.

 

+4
-0

VERSO UN FUTURO “AUTONOMO”?

Negli ultimi anni i costruttori di veicoli, ma anche altri importanti stakeholder provenienti dal settore della sensoristica o dell’ICT, stanno lavorando per sviluppare soluzioni tecnologiche avanzate che portino sul mercato mezzi di trasporto dotati di livelli crescenti di automazione e di elevata connettività. Le motivazioni legate a quest’accelerazione sono in primo luogo legate alla necessità di fare un significativo passo avanti per la sicurezza stradale e la fluidità del traffico, ovviando al problema del fattore umano, origine di circa l’85% degli incidenti stradali.  A fianco di questa esigenza, si rileva però l’interesse nell’immaginare nuove soluzioni di mobilità, che prescindano dal singolo individuo sia come conducente che come proprietario di un veicolo. Servizi di vehicle-sharing, già realtà in molte città europee, potrebbero ad esempio trovare una espressione ancora più estrema grazie alla guida autonoma, aumentando i coefficienti di utilizzo di un singolo veicolo e contribuendo dunque alla riduzione del parco veicolare nazionale (con conseguente riduzione dello spazio occupato).

I livelli di automazione tecnicamente raggiungibili oggi (livello 1, livello 2 e, in alcuni casi, livello 3), sono caratterizzati dalla permanenza al 100% del veicolo in una condizione in cui il conducente rimane perennemente coinvolto. La messa sul mercato di tali soluzioni ha comunque richiesto apposite modifiche normative (alla Convenzione di Vienna del 1968), entrate ufficialmente in vigore il 23 marzo 2016. Per il futuro, già a breve e medio termine, sarà necessario modificare di nuovo e in modo più radicale la legislazione vigente, per fare in modo che si possa progredire sino a raggiungere il livello 5 di automazione (“driverless car”). In particolare, le necessità più urgenti sono relative a un quadro normativo nazionale armonizzato col quadro internazionale per la sperimentazione e l’omologazione dei veicoli autonomi, alla finalizzazione degli standard per le tecnologie di comunicazione, alle sfide legate alla cyber-security e alla protezione dei dati.

Un futuro prossimo in cui i veicoli possano guidare da soli apre numerose prospettive in termini di nuove applicazioni, nuovi modelli di business e nuovi attori, ma anche importanti questioni in merito a come le realtà urbane e le Pubbliche Amministrazioni possano essere parte integrante di tale sviluppo, sia in termini infrastrutturali che gestionali.

Cosa ne pensate?

È corretto incentivare uno sviluppo tecnologico in questo senso, che rischia di aumentare l’utilizzo dell’automobile a discapito del trasporto collettivo o della mobilità ciclistica?