VERSO UN FUTURO “AUTONOMO”? – CONSENSUS BUILDING

Visti i commenti ricevuti sinora sul dibattito correlato “Verso un futuro autonomo?”, la Redazione propone una prima bozza di Consensus sulla tematica in esame. Tutti i partecipanti alla Piattaforma sono invitati ad esprimere il proprio apprezzamento o le proprie critiche a quanto proposto, al fine di raggiungere una posizione il più possibile condivisa.

PROPOSTA DI CONSENSUS – 9 FEBBRAIO 2018

La tecnologia della guida autonoma, in sinergia con le visioni di «sharing», potrà fornire vantaggi estremamente rilevanti in termini di riduzione del numero di veicoli e dell’occupazione di suolo pubblico, con un incremento di comfort e di sicurezza stradale.

Il rischio di una eventuale competizione con il Trasporto Pubblico non è dimostrabile e non risulta in ogni caso comparabile rispetto ai vantaggi ottenibili.

Lo sviluppo della Guida Autonoma in Italia deve essere stimolata attraverso la ricerca e la creazione di un framework regolatorio che ne permetta la sperimentazione.

 

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12 Commenti su "VERSO UN FUTURO “AUTONOMO”? – CONSENSUS BUILDING"

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Federico Galliano
Membro

Il sistema della mobilità sta cambiando rapidamente e la “rivoluzione autonoma” accelererà ulteriormente il processo.
Già ora nei grandi centri urbani la distinzione tra trasporto collettivo e individuale si sta sfumando con la sempre più importante presenza dello sharing.
Quando introdurremo soluzioni di pagamento che permettano una scelta senza soluzione di continuità di diversi modi di spostarsi e le persone non dovranno più “guidare” per muoversi avremo raggiunto un nuovo paradigm di mobilità.
Il punto è: l’Italia come paese e come industria è in grado di cogliere questa sfida? Sicuramente le potenzialità le abbiamo.

Michele Benini
Membro

Il futuro autonomo pare molto prossimo, se è vero che Waymo, la divisione guida autonoma di Google, lancerà già quest’anno il servizio di taxi autonomi a Phoenix con i van ibridi plug-in Chrysler Pacifica. Come clienti, prendereste un taxi autonomo? Vi fidereste della capacità del software di gestire al meglio tutti i comportamenti “irrazionali” degli altri utenti della strada?

http://www.ilsole24ore.com/art/tecnologie/2018-01-30/fca-fornira-google-migliaia-chrysler-i-taxi-autonomi-071615.shtml?uuid=AElBiDrD

Marco Campagna
Membro

Si, io mi fiderei. Fermo restando siano rispettate le tre leggi di Asimov! 🙂

Mariarosa Zanella
Membro

Ritengo corretto continuare a incentivare uno sviluppo tecnologico in questo senso. Concordo con Emanuele che non sia possibile e nemmeno utile opporsi a queste modifiche al sistema mobilità. E’ invece quanto mai indispensabile affrontare la questione con una visione olistica di Sistema, possibilmente intervenendo fin da ora nelle varie filiere industriale interessate per preparare le nuove professionalità che saranno necessarie a questo cambiamento, senza però dimenticare di ricollocare quelle saranno sostituite dai sistemi autonomi.

Di fatto le sperimentazioni dei veicoli a guida autonoma sono già una realtà:


Stefano Besseghini
Moderatore

Ha senso incentivare una tecnologia che potrebbe incrementare il numero di auto? Secondo me si perché la guida automatica tende ad allontanare ancora di più l’utente dal concetto di proprieta. Non solo non è mia ma non la guido neppure allora perché possederla? Io ho l’impressiine che l’auto autonoma sarà invece un grande contributo allo sharing ed alla percezione dell’auto come servizio.

Maurizio Riva
Membro
non la guido, non è mia e non la possiedo, allora potremmo pensare ad una particolare estensione dei servizi di trasporto pubblico. Quindi non dovrebbe esserci un aumento del numero di auto in circolazione, a parte, forse, nella fase di avvio del servizio. Si potrebbe pensare a qualcosa tipo bike sharing free che stiamo in questi ultimi mesi sperimentando a Milano. Ciò però, a mio avviso, richiede di trovare una soluzione alla interoperabilità tra i diversi gestori dei servizi, cosa non facile viste le difficoltà incontrate già per la sola ricarcia dei veicoli elttrici, e anche, nel suo piccolo, per… Leggi il resto »
Michele Benini
Membro

Possiamo immaginare che anche per le auto a guida autonoma debbano valere le tre leggi della robotica di Asimov?
1) Un’auto non può recar danno a un essere umano né può permettere che, a causa del proprio mancato intervento, un essere umano riceva danno.
2) Un’auto deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non contravvengano alla Prima Legge.
3) Un’auto deve proteggere la propria esistenza, purché questa autodifesa non contrasti con la Prima o con la Seconda Legge.

Stefano Besseghini
Moderatore

Grandissimo spunto! Io oltre a lanciare una corrente letteraria sull’auto robot farei partire un dibattito proprio su questo

Emanuele Ciapessoni
Membro

La guida autonoma sarà una tecnologia “disruptive”, con ripercussioni sia sulla mobilità privata che condivisa; e porterà anche a un ripensamento del trasporto pubblico locale.

Le Pubbliche Amministrazioni, le Istituzioni e gli Enti Regolatori dovrebbero attivarsi fin da ora per identificare i possibili scenari futuri e le inevitabili ripercussioni sulla creazione di nuove mansioni che sostituiranno altre a cui siamo abituati.

Non è possibile e nemmeno utile opporsi a queste modifiche epocali al sistema mobilità, sarebbe come rifiutarsi di accettare la rivoluzione industriale. E’ invece quanto mai indispensabile affrontare la questione con una visione olistica di Sistema.

Giuseppe Mauri
Membro