CHI EMETTE PAGA? – CONSENSUS BUILDING

Visti i commenti ricevuti sinora sul dibattito correlato “Chi emette paga?”, la Redazione propone una prima bozza di Consensus sulla tematica in esame. Tutti i partecipanti alla Piattaforma sono invitati ad esprimere il proprio apprezzamento o le proprie critiche a quanto proposto, al fine di raggiungere una posizione il più possibile condivisa.

PROPOSTA DI CONSENSUS – 9 FEBBRAIO 2018

La riduzione delle emissioni di CO2 delle nuove auto immatricolate è una necessità immediata, non solo per gli obiettivi nazionali definiti dalla SEN, ma anche per i vincoli imposti dalla UE direttamente ai costruttori di veicoli (media di 95 gCO2/km sull’immatricolato, a partire dal 2020).

Un sistema di tipo bonus/malus su ispirazione di quello francese rappresenta una soluzione efficace per stimolare la riduzione delle emissioni nell’immatricolato, che potrebbe essere adottata anche in Italia.

Nel rispetto del principio della neutralità tecnologica, è corretto che siano premiati i veicoli più virtuosi indipendentemente dalla tecnologia di trazione adottata. Nella scelta del valore degli incentivi e delle fasce di emissione, è però necessario mantenere un attento bilanciamento tra il raggiungimento degli obiettivi sulla CO2, la necessaria riduzione di emissioni inquinanti che destano costante preoccupazione in relazione alla qualità dell’aria e il supporto alla filiera nazionale dell’automotive.

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13 Commenti su "CHI EMETTE PAGA? – CONSENSUS BUILDING"

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Marco Campagna
Membro
La condivisibile proposta di consensus sottolinea giustamente la necessità che il sistema tenga in debita considerazione non solo le emissioni di CO2, ma anche “le emissioni inquinanti che destano costante preoccupazione in relazione alla qualità dell’aria”. Pertanto secondo me non è corretto dire, come nel commento precedente che il sistema proposto agirebbe “senza alcuna ragione di tipo ambientale”. Le ragioni di tipo ambientali potrebbero essere considerate, appunto relativamente alle emissioni inquinanti. Sul tema del ciclo di vita, alcune considerazioni: -tutto il sistema di regolamentazione delle emissioni e lo stesso effort sharing citato è basato su approccio “tailpipe” allo scarico; –… Leggi il resto »
Franco Del Manso
Membro
Non sono affatto d’accordo su un sistema bonus/malus alla francese in Italia. Il nostro impegno è quello di traguardare gli obblighi ambientali comunitari. Perché mai dovremmo andare oltre questi obblighi, peraltro già molto ambiziosi e di fatto adottati unilateralmente solo dall’Europa? Inoltre abbiamo il dovere di traguardarli al costo più basso possibile. In base all’Effort Sharing il trasporto leggero dovrà ridurre le proprie emissioni di CO2 del 30 – 33% rispetto a quelle del 2005 entro il 2030. Dal 2020 le emissioni medie delle auto di nuova immatricolazione dovranno essere di 95 g/km. 10 anni di immatricolazioni di tali auto… Leggi il resto »
CIVESM
Membro
Con riferimento a questo tema, “chi emette paga”, sul quale mi scuso di non aver potuto intervenire finora, confermo che anche a parere di CEI-CIVES il meccanismo bonus-malus (in termini di tassazione o incentivazione all’atto della registrazione del veicolo) appare il più oggettivamente equilibrato, col pregio di sostenersi automaticamente nel tempo e di poter mantenere l’equilibrio fiscale preesistente. Non va però trascurata la fortissima resistenza che l’industria dell’auto ha opposto in ogni occasione in cui lo abbiamo proposto (formulazione della legge 134/2012, pressoché tutte le audizioni parlamentari sul tema mobilità). In altri Paesi il bonus-malus viene adottato attraverso una fiscalità… Leggi il resto »
Luisa Di Vita
Membro

Trovo che questi agora siano straordinari e mi complimento con RSE per averli ideati. In questo bel contenitore che ne dite di parlare anche dei nuovi cicli di omologazione WLPT? Mi sembrano orientate a penalizzare tutti sopra I 95g/CO2 ma mi chiedo se ci siano forme di detrazione per chi rinnova il parco auto e si adegua suo malgrado ai nuovi cicli?

Redazione RSE
Amministratore

Buongiorno Dott.ssa Di Vita e grazie per il Suo apprezzamento. Sicuramente il tema dei cicli di omologazione sarà trattato nei prossimi round di dibattito sulla piattaforma. In merito alla Sua domanda/proposta, intende delle detrazioni per i produttori di veicoli che migliorano la propria gamma in termini di emissioni?

Marco Campagna
Membro

Un meccanismo del genere potrebbe essere molto interessante, come anche discusso durante i lavori del Tavolo per una Roadmap della mobilità sostenibile. E’ un sistema che si autofinanzia e consentirebbe di incentivare le tecnologie di mobilità sostenibile senza individuare preferenze, in ottica, appunto, di neutralità tecnologica.

Romano Ambrogi
Membro

Uno dei problemi principali della mobilità urbana riguarda il parcheggio. Nella attuale situazione delle città italiane, tra car sharing, permessi per disabilità, parcheggi per i residenti, ZTL, colonnine di ricarica etc., il vantaggio competitivo delle auto sostenibili per lo spazio rischia di essere rapidamente eroso anche da un piccolo aumento del parco circolante. Ci sono esperienze in atto che permettano di rendere significativo questo incentivo?

Maurizio Riva
Membro
Il bonus/malus può anche andare ma non va applicato solo alla CO2. La legge finanziaria 2007 (Legge n. 296/2006) introdusse una serie di agevolazioni destinate a favorire l’acquisto di veicoli ”ecologici” e la demolizione dei veicoli più inquinanti. In particolare, per le auto, era previsto un contributo economico e l’esenzione dal pagamento della tassa automobilistica a favore di chi rottamava una autovettura o un autoveicolo ad uso promiscuo “euro 0” o “euro 1” ed acquistava una autovettura nuova “euro 4” o “euro 5”, che emette non oltre 140 grammi di CO2 al km. Ciò consenti di beneficiare degli incentivi anche… Leggi il resto »