BATTERIE EUROPEE? – UPDATE 21-06-2018

Aggiornamento: 21-06-2018

Nelle ultime settimane alcune notizie hanno introdotto nuovi spunti per il tema in questione. In particolare:

-un gruppo industriale riconducibile alle aziende KR Energy, SERI Industrial, FAAM e Lithops ha intrapreso un piano di reindustrializzazione di alcuni stabilimenti produttivi presso Teverola (Caserta) che prevede la realizzazione di un impianto di grosse dimensioni per la produzione di batterie al litio (con una prima linea da 200 MWh/anno), anche per scopi veicolari (notizia).

-Il gruppo FCA, dopo anni di scarso interesse verso la trazione elettrica, ha presentato un Piano Industriale 2018-2022 in cui si prevede la produzione di modelli ibridi ed elettrici.

Alla luce di queste due novità per la filiera automotive nazionale, è possibile immaginare un maggior impegno dell’Italia nel campo della produzione delle batterie per autotrazione, tale da portare alla realizzazione di una “gigafactory”, come suggerito nell’ambito della European Battery Alliance? 

 

Auto elettriche e CO2, la batteria è un tallone d’Achille?

È noto che la sostenibilità ambientale delle auto elettriche risiede nell’assenza di emissioni allo scarico e nella loro maggiore efficienza rispetto alle auto a combustione interna. In termini di CO2 equivalente questo porta a dei vantaggi anche qualora si considerino non solo le emissioni durante l’uso ma anche tutta la filiera well-to-wheel. Ma qual è il ruolo giocato dalle batterie? Le emissioni legate alla loro produzione sono tali da compromettere la sostenibilità dei veicoli elettrici?

Uno studio interno della Volkswagen sulla golf elettrica (The e-Golf Environmental Commendation – Background Report) lascia intendere che il surplus di emissioni legate alla costruzione di auto e batteria rispetto ad un’auto a combustione interna rientrerebbe in un paio di anni.

Da un recente studio del Fraunhofer Institute (Vedi studio) Quale Energia sembra dedurre che il peso delle batterie sia tale da  far preferire le auto ibride plug-in e range extender alle auto puramente elettriche (Vedi articolo).

Rumors sulla rete fanno presagire scenari ancora più foschi per l’auto elettrica, stimando che la produzione della batteria di una Tesla produca la stessa CO2eq di un’auto a benzina guidata per 8 anni (Vedi notizia web). Tali affermazioni si basano per lo più su uno studio del IVL Swedish Environmental Research Institute  che in realtà adotta una variabilità delle emissioni molto alta, da 20 a 200 KgCO2-eq/kWh. Questa variabilità dipende dalla chimica della batteria e dal luogo di produzione delle batterie stesse, o meglio dal mix di energia elettrica utilizzato per produrre le batterie e le sue parti. Quando poi si passa alle emissioni di CO2eq/km, aggiungiamo noi, un ruolo determinante lo hanno la vita delle batterie e la loro capacità.

In questo quadro, quali sono le emissioni di CO2eq/km legate al ciclo di vita della batteria di un’auto media nel contesto Europeo ed Italiano? Costituiscono un impatto rilevante o trascurabile rispetto al ciclo di vita dell’auto?

BATTERIE EUROPEE? – CONSENSUS BUILDING

Aggiornamento: 09-02-2018

Visti i commenti ricevuti sinora sul dibattito correlato “Batterie europee?”, la Redazione propone una prima bozza di Consensus sulla tematica in esame. Tutti i partecipanti alla Piattaforma sono invitati ad esprimere il proprio apprezzamento o le proprie critiche a quanto proposto, al fine di raggiungere una posizione il più possibile condivisa.

PROPOSTA DI CONSENSUS – 9 FEBBRAIO 2018

La filiera delle batterie prevede numerose fasi, dall’estrazione dei materiali grezzi, alla realizzazione dei materiali attivi, alla fabbricazione delle celle, al loro utilizzo (come first-life e come second-life) e al riciclaggio. A oggi in Italia non sono presenti realtà industriali affermate nel campo della realizzazione di celle al Litio, oggetto di particolare attenzione da parte della Battery Alliance, ma solo piccole start-up, né fino ad ora i costruttori di veicoli nazionali hanno espresso forte interesse in questo mercato.

Risultano invece presenti importanti soggetti attivi nella sperimentazione di utilizzi innovativi dei sistemi di accumulo, così come realtà focalizzate nella ricerca, sviluppo e produzione di tecnologie di accumulo alternative al litio. L’Italia ha inoltre una posizione di leadership in Europa nel campo del riciclaggio e del trattamento rifiuti.

Nell’ambito della Battery Alliance, l’Italia deve puntare a valorizzare le proprie imprese attive nel campo della ricerca e degli utilizzi innovativi e a ritagliarsi un ruolo di leadership nel campo del riciclo e riuso dei sistemi di accumulo.

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BATTERIE EUROPEE?

Nel corso dell’ultimo anno molti produttori di veicoli europei hanno reso pubblici dei piani di sviluppo fortemente orientati alle motorizzazioni elettriche ed ibride, che implicheranno un sensibile incremento nell’utilizzo di sistemi di accumulo a bordo dei veicoli. Allo stato attuale, un’altissima percentuale delle batterie dedicate all’autotrazione è però prodotta nel continente asiatico o in nord America e tale tendenza sembra confermarsi nei prossimi anni, con un impegno sempre crescente da parte degli Stati Uniti e della Cina.

Il sovrapporsi di questi due fenomeni evidenzia il rischio di una forte dipendenza estera per le aziende europeee storicamente leader del settore automotive. L’11 ottobre scorso Maros Sefcovic, vicepresidente e commissario Ue per l’unione energetica ha così convocato i più grandi gruppi industriali, sia del settore chimico che automobilistico, per convincerli a dar vita a un consorzio tra i principali paesi membri sul modello dell’Airbus, nata negli anni ‘60 affinché le compagnie europee non dovessero dipendere solo dai giganti americani. La Commissione ha annunciato uno stanziamento da 2,2 miliardi di euro per promuovere il progetto, che mira a supportare la produzione delle batterie attraverso una filiera integrata che comprenda il riciclo. Šefčovic ha affermato, a valle dell’incontro:

le batterie sono una tecnologia abilitante fondamentale nel contesto dell’Unione dell’Energia e il loro sviluppo e la loro produzione hanno un ruolo strategico nella transizione in corso verso una mobilità e sistemi energetici puliti”.

Nel corso dell’incontro è stato anche sottolineato che per l’Europa l’innovazione nelle celle potrà essere più importante dell’aumento di capacità produttiva, e che l’alleanza delle batterie dovrà affacciarsi oltre l’attuale tecnologia degli ioni di litio con la capacità di guardare ai prossimi sviluppi del settore, per colmare rapidamente l’attuale ritardo sulla concorrenza.

Cosa ne pensate?

L’Italia che ruolo può ritagliarsi in questa nuova sfida tecnologico-industriale, per limitare la minaccia di una dipendenza dall’estero?